Teatro & Solidarietà. La compagnia Il Faro per associazione Emotiva…Mente.

Teatro & Solidarietà. La compagnia Il Faro per associazione Emotiva…Mente.

8 Febbraio 2019 Off Di Alessia Vindice

Sul palco della Pier Paolo Pasolini, in un crescendo di emozioni si sono esibiti i ragazzi autistici dell’associazione Emotiva…Mente.

In una sfilata di tamorre diretta dal maestro Senese, i ragazzi hanno dimostrato che <volere è potere>.

La presidentessa Annamaria Chianese: “Questa associazione nasce da una necessità, dopo il raggiungimento della maggiore età le istituzioni, non sono più presenti. A questo punto subentra Emotiva…Mente, al fine di permettere la realizzazione di progetti che migliorino la qualità della vita di questi ragazzi.”

La serata è continuata con la magistrale messa in scena della compagnia teatrale Il Faro. Una commedia divisa in scene di avan spettacolo. Sul palco si sono alternate diverse generazioni, quella di Francesco ed Annamaria Bianco, che sono le basi salde di questa compagnia, ma anche tanti giovani, che del teatro hanno fatto il loro stile di vita.

L’incasso della serata è stato interamente devoluto a favore dell’ associazione Emotiva…Mente.

Queste le parole di franscesco Bianco:

“Tutto fumo e niente arrosto” per l’autismo.
La cosa più semplice e probabilmente anche la più difficile è aprire il cuore e la mente dando amore e sostegno alle famiglie delle persone Autistiche. In un mondo fatto di impegni e stress che lasciano poco spazio al sociale, la Compagnia teatrale il Faro vuole spendere una piccola parte del suo tempo per contribuire alla causa di chi è in trincea per sostenere l’ Autismo. Uno spettacolo di beneficenza sará forse un sassolino nello stagno ma consentirá di riflettere sulle implicazioni sociali del fenomeno.”

Lo spettacolo si è concluso con lo scrosciante applauso da parte del pubblico accorso. Nei saluti finali Giovanni Nappi ringrazia gli amici del pubblico per la “presenza”, che – sottolinea – “è importante almeno quanto il contributo economico versato per l’ingresso. È solo attraverso la presenza, la partecipazione e la condivisione che si può raggiungere la piena inclusione e integrazione. È frequentando i ragazzi, stando con loro e conoscendoli che si potrà dire di avere la consapevolezza delle emozioni e dei disagi che quotidianamente vivono”.