San Biagio, tra storia e tradizioni.

San Biagio, tra storia e tradizioni.

26 Gennaio 2019 Off Di Alessia Vindice

Un detto locale recita: “San Bias o sol pe cas!”

La memoria cittadina è concorde nel ricordare il giorno dell’uscita del Santo, come l’improvviso rischiararsi del cielo in caso di pioggia o come una meravigliosa giornata di sole.

La trazione ancora una volta è stata rispettata, la giornata odierna è rischiarata da un tiepido sole invernale.

San Biagio, quella figura che i Casalnuovesi ben conoscono, fu medico e vescovo di Sebaste in Armenia. Il suo martirio avvenne durante le persecuzioni dei cristiani, intorno al 316, nel corso dei contrasti tra gli imperatori Costantino (Occidente) e Licino (Oriente).


Catturato dai Romani fu picchiato e scorticato vivo con dei pettini di ferro, quelli che venivano usati per cardare la lana, ed infine decapitato per aver rifiutato di abiurare la propria fede in Cristo.

Grazie alla sue professione medica salvò la vita ad un bambino, cui si era conficcata una lisca in gola, è invocato infatti come protettore per i mali di quella parte del corpo. A quell’atto risale il rito della “benedizione della gola”, compiuto con due candele incrociate. (Fonte Avvenire)

La giornata è iniziata con le campane a festa e lo sparo dei fuochi. La celebrazione della Santa  messa presieduta dal parroco Don Giuseppe Ravo è stata accompagnata dal coro di Madre Clelia. La processione iniziata dalla chiesa di San Giacomo alle ore 10.30 si è susseguita per le strade. 

Corso Umberto, Via Benedetto Fontana(ex rione Fontana), Via De Curtis, Via San Marco, Via Napoli, Corso Umberto e Rione Torre. Prevista una sosta per il pranzo e poi ripresa della processione in direzione Via Arcora, Via Roma, Via San Giacomo, Vico San Giacomo, Via Roma, Via Cancello, Via Benevento, Viale dei Ligustri, Corso Umberto e rientro in parrocchia.

Al rientro in parrocchia la messa sarà celebrata da Don Antonio Riccio parrocco del Duomo di Acerra. Alle 18.30 ci sarà poi il rituale dei fuochi d’artificio.

Tra il santo ed il profano, di mezzo ci passa la tradizione culinaria.

Dai ricordi della mia infanzia ed anche dalla memoria cittadina, è tradizione in occasione dell’uscita del santo, cucinare due pietanze succulente e ricche.

La lasagna al ragù e le polpette al sugo. Dulcis in fundo il migliaccio, un dessert di ricotta e semola, dalla consistenza morbida e zuccherosa.

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Ph: Enzo Paliotti