Non riapre la fabbrica d’auto di Pomigliano d’Arco, operai in protesta.

Non riapre la fabbrica d’auto di Pomigliano d’Arco, operai in protesta.

9 Giugno 2020 Off Di Bruno Aiello

Pomigliano d’Arco – Non è tutta rosa e fiori la ripartenza imprenditoriale post Coronavirus per le aziende italiane.

Molte sono infatti  le strutture che non hanno avuto ancora l’autorizzazione per la riapertura e si trovano ad affrontare una crisi senza precedenti.

Dopo la manifestazione digitale scatenata da parrucchieri e titolari dei centri estetici nel mese scorso, è intensa ora la protesta degli operai dello stabilimento Fca di Pomigliano d’Arco i quali hanno dimostrato il proprio dissenso attraverso un appello lanciato al governo grazie al programma televisivo “Quarta Repubblica”:

“Questa è una sconfitta per l’Italia. Lo Stato conferisce bonus per monopattini e biciclette elettriche dimenticando il settore delle auto. Produciamo la Panda e la nostra catena risulta conveniente sia per efficienza che per costi.”

La riapertura dello stabilimento, fissata per l’8 giugno, è slittata a causa dei mancati incentivi promessi del governo, prolungando così il periodio di cassa integrazione di 4500 dipendenti.

Mentre il Paese prova a lasciare alle spalle, con non poca fatica, il capitolo coronavirus, gli operai, gli animatori e in generale i settori dimenticati dallo Stato provano a far valere la propria voce per non essere lasciati indietro.