Gaetano Manfredi, rettore dell’Università Federico II di Napoli, nominato nuovo ministro dell’Università e Ricerca.

Gaetano Manfredi, rettore dell’Università Federico II di Napoli, nominato nuovo ministro dell’Università e Ricerca.

29 Dicembre 2019 Off Di Bruno Aiello

Cadute di governo, dimissioni e prove di convivenza politica. Il 2019, anno travagliato da incertezze e instabilità politica, termina con una nota positiva per il Mezzogiorno e la regione Campania. Durante la ricorrente conferenza stampa di fine anno, il presidente Giuseppe Conte ha conferito la nomina di “Ministro dell’Università e della Ricerca” all’attuale rettore dell’Università degli studi di Napoli Federico II e presidente della Conferenza dei rettori delle università italiane Gaetano Manfredi. Un titolo inaspettato per il neoministro, che al momento della chiamata del Premier era impegnato in affari burocratici nell’ateneo federiciano.

“Sono rimasto molto sorpreso quando il presidente Conte mi ha chiamato per informarmi, ma sono felice che l’annuncio avvenga oggi mentre sono tra persone che stimo, in quella che considero casa mia”.

Tanto stupore, ma subito idee chiare e una strategia d’azione ben delineata per aiutare il paese. Sul caldissimo tema fondi ha dichiarato:

“Servono più fondi, conosciamo bene la situazione difficile della finanza pubblica ma università e ricerca non possono essere la Cenerentola del Paese. L’università è oggi un driver di primaria importanza per attrarre investimenti e creare occasioni di lavoro qualificate”.

Ha poi affermato: “Se mettiamo al centro la qualità delle persone non possiamo sbagliare. E’ la strada che intendo percorrere; su questo a volte mi si considera un po’ rigido, ma è un tema su cui non faccio negoziati. In condizioni sicuramente complicate cercherò di fare il massimo per il nostro sistema”.

Intransigenza e pugno duro sono le basi di un progetto che investe molto sui giovani lavoratori del futuro. Si farà infatti il possibile affinché “le migliori energie italiane e anche estere trovino casa nei nostri atenei e nei nostri enti di ricerca” aggiunge il ministro.

Laureato a pieni voti, ha conseguito un dottorato e coordinato numerosi progetti scientifici perseguendo sempre la strada della ricerca e dello sviluppo.

Il premier Conte, per Natale, ha regalato al Governo un ministro che ha tutte le carte in regola per incentivare l’innesto di personale qualificato e incrementare la ricerca del nostro paese. Il profilo ideale per concludere un anno di incertezze politiche e poca professionalità, ripartendo nel 2020 con una garanzia di serietà.