Fase 2, Chiodo (C.N.I.): «Noi dimenticati da tutti, pronti a scendere in piazza per difendere i nostri diritti»

Fase 2, Chiodo (C.N.I.): «Noi dimenticati da tutti, pronti a scendere in piazza per difendere i nostri diritti»

19 Maggio 2020 Off Di Bruno Aiello

Il Covid-19 sta pian piano diventando una pagina oscura della lunga storia del nostro Paese. Le alte temperature e le misure di sicurezza disposte in questi mesi hanno attenuato gradualmente il numero giornaliero di contagi.

Il piano di emergenza anti-coronavirus si appresta ormai ad entrare nel cuore della propria fase 2. Dal 18 maggio scorso è stata infatti ufficializzata la quasi totale ripartenza delle attività presenti sul territorio italiano. I cittadini potranno usufruire nuovamente dei servizi di ristorazione, bar, stabilimenti balneari e attività di cura della persona.

Questo film dell’orrore che sembra concludersi con un lieto fine, lascia invece un terribile impatto sulla nostra società causando crisi economica e carenza organizzativa da parte dell’amministrazione. Sono ancora molte infatti le aziende nostrane non tutelate dallo Stato e lasciate sprofondare nel dimenticatoio della crisi.

Chiara e diretta è stato l’accusa sollevata dal presidente della Confederazione Noleggiatori italiani(C.N.I) Gianmaria Chiodo che ha lanciato un appello al Governo: “Non è stata spesa una parola sulla ripartenza dei giochi, sale slot, sale scommesse e riguardo questo settore. Siamo anche noi italiani e paghiamo le tasse come i dipendenti degli altri settori, ma siamo trattati con un atteggiamento che sfiora quasi il razzismo professionale. Siamo stati considerati lavoratori di serie B. Noi del comparto dell’automatico, delle rivendite di tabacchi e delle aziende di amusement siamo stanchi e pronti a manifestare uniti. Non abbiamo solo doveri ma siamo degni di possedere diritti. Noi del C.N.I., supportati da tutti i lavoratori occupati nel settore del gioco legale, scenderemo nella piazze italiane, partendo da piazza Plebiscito a Napoli il 22 maggio, per far valere il nostro diritto al lavoro. Non ci stiamo a fare da capro espiatorio riempiendo le casse dello Stato.”

La manifestazione è programmata, la voce del popolo si erge al comando. I lavoratori sono pronti a scendere in piazza per far valere i propri diritti.