Emergenza Coronavirus, spiegamento di forze dell’ordine in città, ma non si rinuncia alla tradizione

Emergenza Coronavirus, spiegamento di forze dell’ordine in città, ma non si rinuncia alla tradizione

9 Aprile 2020 Off Di Stile Floriana

CASALNUOVO – Se non si può andare al ristorante per rispettare la tradizione e allora perché non cucinare a casa l’irrinunciabile zuppa di cozze del giovedì Santo?

Dalle prime ore del mattino sono giunte in redazione centinaia di segnalazioni in foto e in video di persone in coda alle numerose pescherie della città.

Dopo lo scempio di queste ore, abbiamo la percezione che oggi è stato dato il via a quello che si potrà manifestare nei prossimi due giorni, in tutti i luoghi in cui ci può essere il pretesto per scendere e comprare tutto ciò che sembrerebbe indispensabile per celebrare la “Santa Pasqua”.

Ma di chi è la reale colpa di ciò che si sta manifestando?
Abbiamo ascoltato le figure coinvolte e ognuno ha riportato la propria “giustificazione”.
Partiamo da questo presupposto, il pesce è un bene di prima necessità, quindi le pescherie sono autorizzate alla vendita.
I commercianti ittici si sono adoperati per gestire al meglio l’assalto raddoppiando il personale e marcando strisce a terra per ricordare di mantenere la distanza di sicurezza.

“I clienti chiedono di essere serviti, non è nostra competenza richiamarli, bisognerebbe avere più vigili per aiutarci nella gestione” – dice uno di questi.

Allora abbiamo ascoltato telefonicamente il Comandante della Polizia Locale Fulvio Testaverde:
“Abbiamo uno spiegamento di forze sul territorio atte a contrastare gli assembramenti, abbiamo impiegato 7 pattuglie motorizzate con auto e moto della nostra flotta a disposizione comprensive auto di appartenenza alla Protezione Civile. Il territorio è vasto, stiamo controllando tutte le attività commerciali dalle 7 di questa mattina. Di comune accordo col Tenente De Solda, Comandante della Tenenza locale dei Carabinieri, si è ritenuto opportuno frazionare le zone in modo da tenere sotto controllo la situazione, purtroppo però c’è un piccolo particolare ossia il grado di senso civico in ognuno di noi, non si rinuncia alla tradizione nonostante ci fosse una emergenza in atto”.

Alcune testimonianze di questi vogliosi clienti, che assolutamente non hanno voluto rinunciare alla zuppa di cozze, è unanime: “ci hanno lasciato la possibilità di farlo, perché non dovremmo?

L’atteggiamento indisciplinato ed irrispettoso è ancora molto lontano dal senso di dovere a tutela della salute, lo abbiamo appurato dalla grande maggioranza del popolo casalnuovese e allora ci sorge un dubbio, «prevenire gli eventi poteva essere una mossa giusta, forse bisognava varare qualche ordinanza con misure più restrittive almeno per questi giorni di festa? ».
Un interrogativo a cui difficilmente si troverà una risposta.