Coronavirus, si allungano i tempi per i controlli. La storia di una giovane donna in attesa di tampone

Coronavirus, si allungano i tempi per i controlli. La storia di una giovane donna in attesa di tampone

6 Aprile 2020 Off Di Redazione

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

“Ho paura e sono preoccupata per questo virus. Mi sono sentita abbandonata dalle autorità soprattutto quando mi sono dichiarata di aver avuto contatti con un soggetto positivo al Covid-19 ed avverto qualche sintomo”. 

Questa la dichiarazione shock di Francesca (nome di fantasia – ndr), una giovane donna di 37 anni e madre di due figli minori.

Francesca, originaria di Napoli ma residente da anni a Casalnuovo, attraverso un certificato medico di ingresso al triage del Pronto Soccorso di “Villa dei Fiori” di Acerra datato 30 marzo (in foto), mostra che per effetto di una colica addominale con sindrome aderenziale era stata presa in cura dal medico L.C. risultato poi positivo al tampone del Coronavirus.

“Spaventata dalla notizia giunta dallo stesso dottore qualche giorno dopo, mi sono attivata nell’immediato coi numeri di emergenza locali e regionali senza aver alcun esito se non una trafila da scaricabarile, intanto sono passate delle ore senza avere alcun esito. Anche il mio medico di base incurante alla notizia mi ha risposto che il tampone è previsto solo se febbricitante nonostante presentavo sintomi come colpi di tosse e raffreddore”.

La donna sebbene giovane, racconta di avere altre patologie nel suo quadro clinico e quindi terrorizzata non si esclude un fattore di rischio al Covid-19 sicuramente più incisivo.

“Grazie poi ad una mia amica che mi ha assistita telefonicamente sono riuscita ad essere contattata nelle ore successive dalle preposte Autorità sanitarie e sono almeno riuscita ad ottenere di essere posta in lista di attesa per il tampone ma due giorni or sono. Voglio, inoltre, rassicurare che dal 30 di marzo non ho avuto alcuna forma di rapporto sociale e sono in quarantena volontaria nell’attesa di sapere cosa fare. La paura in ogni modo cresce e soprattutto la preoccupazione per o miei figli”.