Cinema – Simone Borrelli, casalnuovese nel cast del film «Ultras»

Cinema – Simone Borrelli, casalnuovese nel cast del film «Ultras»

20 Febbraio 2020 Off Di Bruno Aiello


CASALNUOVO – Senso di appartenenza, famiglia, coraggio e violenza. Quella dell’Ultras non è una semplice passione, ma uno stile di vita sempre in bilico tra gioia e dolore, talvolta un cammino di luci ed ombre tra legalità ed illegalità.
La pellicola cinematografica “Ultras”, prodotta da Indigo Film in collaborazione con Mediaset, scaverà dietro le quinte di un mondo molto familiare ma poco conosciuto.

Il film mostrerà infatti tutte le sfaccettature del tifo organizzato partenopeo, una realtà ricca di significati concreti celati dietro la fittizia maschera del pregiudizio.

Per rimuovere il flebile velo della superficialità in merito alla vita dei fedelissimi supporters azzurri, Simone Borrelli, attore protagonista e interprete del personaggio “Pechegno” nella pellicola cinematografica, ha rilasciato ai nostri microfoni un’intervista esclusiva.

– Tre date nei cinema nazionali e il 20 marzo in uscita su Netflix. Cosa dobbiamo aspettarci da Ultras?

Simone Borrelli: Il film non vuole raccontare la violenza da stadio che tutti possono immaginare dal tifo organizzato. La storia è la narrazione della vita privata di Capi-Ultras e del ricambio generazionale dei più giovani.

– Lei interpreta un personaggio all’apparenza rude e scontroso, ma chi è davvero Pechegno?

Simone Borrelli: Pechegno è un ragazzo cresciuto con la vecchia guardia di tifosi, un capo Ultras giovane ma conservatore delle vecchie regole. Potrei definirlo come l’artefice di uno scontro generazionale tra la vecchia e nuova tifoseria. E’ un ragazzo che ha le proprie idee ma deve adattarsi al cambiamento.

– Quanto la personalità di Simone Borrelli è presente in Pechegno?

Simone Borrelli: Siamo due persone molto differenti, nella quotidianità sono una persona molto pacata e tranquilla. Se dovessi trovare un’affinità con Pechegno sarebbe la caparbietà e la voglia di perseverare per i propri obiettivi.

– Realtà cruda e misteriosa quella degli Ultras. Quanto è stato difficile ambientarsi in un contesto del genere per interpretare al meglio il proprio ruolo?

Simone Borrelli: Ho vissuto a Roma per molti anni e sono tornato da poco qui a Napoli, quella dell’Ultras non è una realtà che mi appartiene ma che sento molto vicina viste le numerose amicizie nel settore. Ho avuto inizialmente alcune difficoltà, poi ho cercato di documentarmi il più possibile per capire meglio il contesto. La regia di Francesco Lettieri mi ha aiutato molto. Quando si interpreta un copione scritto alla perfezione è tutto più facile.

Stile di vita che tutti conoscono, ma pochi comprendono. Dopo aver recitato nel film Ultras, vede la città dove è nato in modo diverso? Come è cambiata la sua vita?

Simone Borrelli: Ho sempre avuto uno sguardo affascinato nei confronti del tifo organizzato. Chi difende la propria terra e le proprie origini non può essere denigrato. Molto spesso i tifosi vengono additati dal pregiudizio della gente che non sa che dietro la figura dell’ultras ci sono uomini di cultura come avvocati e architetti. Il film mi ha cambiato la vita dal punto di vista lavorativo. Recitare da attore protagonista mi ha permesso di crescere e di stare molto a contatto con tutta la troupe e di vivere tutto in prima persona, è stata una grande opportunità.

Il film “Ultras”, prodotto da Francesco Lettieri, uscirà in anteprima nelle sale cinematografiche il 9, 10 e 11 marzo 2020, per poi spopolare ufficialmente sulla piattaforma streaming Netflix dal 20 marzo dello stesso anno.

Un nuovo modo di vivere la propria squadra del cuore, un universo non più visto da spettatori ma raccontato da protagonisti.

L’Ultras è un fedele che prepara la sua vita per entrare nel santuario la domenica e professare la religione azzurra. Il resto della settimana è un’ascesi catartica per quei 90 minuti di rinascita.

L’attesa dell’inizio e l’ansia del triplice fischio. Il fiato sospeso ad ogni occasione e contropiede, pronti ad esplodere di gioia. Perpetuo amore misto ad attimi di amarezza. Perché il calcio non è un semplice gioco. Perché il Napoli non è una semplice fede. Nella vittoria e ancor di più nella sconfitta. L’Ultras non è un qualcosa che si sceglie, accade tutto un giorno all’improvviso.