Brucia la Campania, roghi tossici nelle zone vesuviane

Brucia la Campania, roghi tossici nelle zone vesuviane

2 Agosto 2020 Off Di Bruno Aiello

NAPOLI – Aria irrespirabile, qualità della vita minore, danni ambientali irreversibili e un aumento esponenziale delle patologie cancerogene sono solo alcune delle conseguenze causate dai roghi tossici che da anni costituiscono un tabù nel territorio Campano.

Non mancano però giovani attivisti che, quotidianamente, combattono con passione e impegno contro la piaga del napoletano.

È la storia di Antonio Camerlingo, giovane fotografo e videomaker partenopeo, che, insieme al comitato civico per la salvaguardia e il recupero sociale del territorio vesuviano “Volontari per il Vesuvio”, si è recato nelle zone boschive limitrofe al centro abitato vesuviano per monitorare la situazione dei roghi tossici iniziati a luglio.

Un’ambientazione desolata e distopica accoglie il comitato civico dedicato a Giovanni Battiloro, giovane videomaker scomparso insieme ai suoi amici durante la tragedia del ponte Morandi il 14 agosto 2018.

« Il panorama che si presenta ai nostri occhi è un cimitero di alberi sdradicati e fumanti a pochi passi dai centri abitati. Il suolo, divenuto ormai friabile per le alte temperature, trattiene ancora il calore della combustione».

Così Antonio Camerlingo descrive lo scenario triste e tetro a cui si trova ad assistere.

Un territorio che ormai da troppi anni è costretto a subire i soprusi della criminalità organizzata piange lacrime di aridità e desolazione.

I casi di mortalità tumorale sono drasticamente aumentati e la popolazione  guarda scomparire impotente i propri cari. La città della solidarietà, del buon cibo e del sorriso nasconde dietro la maschera d’apparenza una realtà di profonda sofferenza.

Il territorio necessita di un considerevole aumento di controlli, un forte monitoraggio ambientale e una decisa lotta alla criminalità.

La battaglia tra le due facce della stessa medaglia è ancora in atto. La Campania deve dimostrare di essere la terra del sole, non la terra dei roghi.