Area “Ex Moneta”, perché i capi settore non sono stati riconfermati? L’interrogativo di Corcione

Area “Ex Moneta”, perché i capi settore non sono stati riconfermati? L’interrogativo di Corcione

2 Gennaio 2019 Off Di Mario Pelliccia

CASALNUOVO – Sembrava tutto pronto, grandi promesse alla città per la realizzazione di un parco pubblico nell’area dell “Ex Moneta” a Licignano e allo stato dei fatti sembra essersi dissolto tutto. È stato chiuso il cantiere per la macabra scoperta di una vasca riempita fino all’orlo di amianto ma inaugurato tre anni fa dai bambini delle scuole e dal Presidente di Legambiente Campania, Michele Buonomo.

Un polmone verde per la città, una fotocopia insomma della villa di Pomigliano, un progetto saltato in poco tempo. 

Il Comune dopo aver pagato 3milioni e mezzo di esproprio ai costruttori casalnuovesi proprietari della fabbrica, aveva affidato i lavori alla V.C. srl di Napoli per un importo di 2 milioni e 700mila euro. La stessa ditta si è ritirata e nessuno spiega dalla casa comunale il reale motivo. 

Nel rapporto consegnato al Comune dal direttore dei lavori, l’architetto Sergio Wirz, è scritto sostanzialmente che “la gran parte delle opere finora svolte, tutte consistenti nella sola demolizione della ex fabbrica, è stata appannaggio di un sub appalto affidato dalla stessa ditta che si è appena ritirata la quale a sua volta si tratta di una società del casertano il cui titolare qualche anno fa è stato indagato dalla DDA di Napoli per rapporti/affari con malaviventi”.

Ma con l’inizio del nuovo anno, dall’opposizione parte un’accusa pesantissima: “che fine hanno fatto quei 140mila euro stanziati per la bonifica dell’amianto?”

Antonio Corcione, consigliere di opposizione, dal suo profilo Facebook condivide una riflessione sul ruolo dei capi settore all’ecologia ed all’urbanistica rimossi dal “Primo Cittadino”: “Ho notato che il Sindaco nei suoi decreti di nomina annuali per i capisettore non ha confermato all’ Ambiente l’arch. Giaccio e non ha confermato capo dell’ urbanistica l’ arch. Pietro d’ Angelo. Chissa’ perche’? Sono stati messi in castigo? Gli altri rimangono al loro posto,”

Continua Corcione – “saggi ecologici, migliaia di euro spesi in incarichi, e nessuno ha visto l’amianto? E intanto qualcuno per diventare bello agli occhi della città, ha posato in più selfie in un luogo contaminato e nocivo per la salute umana. Questa non è una totale incapacità a gestire fondi pubblici ed incarichi?”

Quesiti che, vista la bollente questione Ex Moneta, fa molto riflettere ed accendere tanti pensieri. 

Dalla Casa Comunale arriva notizia che il capo dell’amministrazione ha riunito questa mattina in maniera celere, quasi affannata, la sua giunta approvando una variante per la qualificazione dell’area in questione. I quesiti che adesso anche la città inizia a porsi sono diversi: Cosa c’è sotto? Perché tutto questo tempo? Una strategia pre elettorale o insormontabili problemi di natura tecnico-ambientale? Un’ennesima promessa per spegnere il fuoco che arde sempre di più? 

La certezza più grande è che si stanno esaurendo i tempi per poter utilizzare i fondi europei stanziati per la realizzazione di quel parco verde e se tale tempo arriverà a termine dell’area Ex Moneta resteranno solo promesse elettorali con un ammasso di calcinacci, lamiere ed amianto.